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corresponsabilità_rappresentanza

Page history last edited by paolopul 11 years, 5 months ago

Ne parliamo un po'

 

[ovvero: scrivete le vs. considerazioni sulle diverse relazione dei due giorni di lavoro in PUL]

NB: ci saranno utilissime per scrivere il "Bilancio canonistico" e far progredire la riflessione.

 

indicare sempre per iniziare il cognome del relatore a cui ci si riferisce

 

 

BUSELLI MONDIN:

a) non mi è dispiaciuta l'idea dell'accertamento del vincolo come ONERE in quanto di fatto risulta essere così in diverse 'forme' di questa fattispecie:

- certificato di Battesimo e Cresima

- certificato di 'stato libero'

certo: qui basta l'accesso ai registri dello 'stato d'anime'...

 

* ma, di conseguenza, perché la certificazione circa lo status di coniugato (già implicato nella certificazione di 'stato libero') non può risultare come 'onere' di colui che intende passare a (nuove) nozze ma, avendo alle spalle un Matrimonio che ritiene nullo, deve ottenerne la certezza legale (giudiziaria)?

 


b) ottima la proposta del litisconsortio (canonico) come ATTEGGIAMENTO: ne deriva una serie di conseguenze interessantissime

 

 



BEGUS: 

a) il problema sollevato in sala circa la 'limitazione' della piena potestà del Vescovo quando abbia necessità di CONSENSO da parte degli Organismi consultivi mi pare non sostenibile in iure poiché il CIC stabilisce che questi consensi ci sono e possono essere negati.

Non mi straccerei poi le vesti se si dovesse riconoscere che la potestà del Vescovo è certamente piena a riguardo del muns docendi e sanctificandi, ma non nell'amministrazione di beni che appartengono alla Chiesa come tale e le sono del tutto strumentali; pare che il Vaticano II su questa questione sia stato chiaro.

 

 

 

 

Comments (1)

ignazio longo said

at 9:38 am on Mar 9, 2009

Nessun dubbio circa la responsabilità di chi è chiamato a fornire un parere necessario in un organismo consultivo, tuttavia non sono chiarissime, e comunque meritano ampio approfondimento le conseguenze pratiche
Si dia il caso di una alienazione di bene immobile a prezzo ionferiore a quello di mercato, dovuta a un parere completamente sbagliato, e magari doloso, ad esempio una perizia estimativa che contenga valutazioni errate e fuorvianti. La vendita si effettua egualmente perche iil Vescovo, che sta alla perizia e ripone fiducia nel parere dei consultori vi da corso ma il danno patrimoniale per la Chiesa è evidente? Quali le azioni esperibili ( al di la delle sanzioni amministrative contro il consultore inetto o infedele ) contro il consultore per ottenere il risarcimento del dannoe potrà questa responsabilità essere invocata avanti alla giustizia civile dello Stato per ottenere un risarcimento?

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