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cosa_diritto

Page history last edited by paolopul 10 years, 8 months ago

'cosa' è o dovrebbe ESSERE il 'diritto' per poterne parlare? 

 

a) prima di parlare di "Diritto canonico" occorre individuare (cosa ancora sostanzialmente NON fatta!!!) cosa sia 'Diritto', diversamente non sappiamo di cosa 'predichiamo' gli attributi più stravaganti.

 

b) dall'Ungheria mi si scrive (W.F.):

"se il riconoscimento dell'altro è alla base della relazione giuridica (e quindi non c'è diritto, neanche canonico, senza il riconoscimento della Persona), quale migliore esempio di relazione inter (intra) personale possiamo trovare che non la Trinitá?

E' sbagliato dunque pensare che la Trinitá sia - piú o meno indirettamente - alla base delle relazioni e quindi del Diritto?"

 

- io però penso che: 

se l'altro è davvero Persona (TU) allora definisce anche me in quanto 'IO', e qui credo si possa porre l'analogia (sempre pericolosa!!!) con la Trinità: in questa relazione però NON serve il diritto.

La 'fenomenologia' (e la STORIA molto di più) -al contrario- dimostra come il diritto diventi necessario proprio perché, e quando, l'altro che mi sta davanti non è un TU ma 'uno' dei tanti sconosciuti, un generico 'EGLI/LUI' con cui non ho rapporto e di cui non so se posso fidarmi... l'INFERNO di Canus.

Il Diritto -quale RECIPROCO RICONOSCIMENTO ISTITUZIONALE (garantito, cioè, dalla società di riferimento)- serve proprio a sopperire in modo 'istituzionale' (impersonale!) l'assenza o carenza di originaria relazionalità personale (IO-TU) senza della quale l'uomo rischia di non essere neppure 'tale'.

 

Di fatto il diritto nasce nei tribunali.

 
 
 
 

 

rispondere a mezzo COMMENTI qui sotto:

 

 

Comments (2)

Walter Fontanini said

at 1:07 am on Nov 26, 2009

Giusto. Ampliando, potremmo anche dire che in uno stato di grazia non esiste il diritto. In questo condivido il problema fondamentale di definizione di cosa sia questo benedetto diritto, solo in questo contesto comprendiamo la poemica/discussione di Sohm.
L'idea del rapporto con la Trinitá non é analogico (vero, sempre pericoloso), ma fondante. É quindi un approccio sia fenomenologico che epistemologico, come Buber esprimeva chiaramente ini "Io, Tu [e l'Altro]".Usando un'immagine, pensando ad alta voce, non abbiamo allora forse una relazione interpersonale a strati? Uomo spirituale? Uomo sociale? Se la distinzione tra le persone, la quale ovviamente non viene intaccata dalla loro comunione soprannaturale con Dio in Cristo, é comunque alla base del riconoscimento dell'alteritá dell'altro e quindi della sua individualitá (e dignitá), il diritto dove si pone? O forse per meglio definire il diritto dobbiamo fare un passo indietro e partire da cosa sia la giustizia?

paolopul said

at 2:31 am on Nov 27, 2009

- ad primum: "in uno stato di grazia non esiste il diritto" è la prima idea (o tentazione) che viene in mente, ma se il diritto (come insegna P. Grossi e non solo) è ORDINAMENTO, allora potrebbe esserci diritto anche senza peccato originale... non però quello che pensiamo ordinariamente noi e che la storia ci ha consegnato. La questione mi pare importante anche se non è quella da affrontarsi adesso.

- ad secundum: mi sta bene il riferimento trinitario come 'fondante' ma solo della vera identità della relazionalità interpersonale 'ad immagine della quale siamo stati creati'. Parlare di "fenomenologico" a riguardo della Trinità mi lascia molto perplesso...
E' chiaro che la certezza di una dimensione fondante a livello spirituale facilita di fatto la 'fides' verso la'ltro (EGLI/LUI) che mi si presenta come 'dono' di Dio e fratello in Cristo... ma "non sufficit" ancora, visto il peccato originale che rompe proprio questa 'fides' reciproca: si accorsero di essere nudi e corsero a coprirsi: non sottovalutare MAI Camus e lo sguardo 'oggettivante' di chi mi guarda...

- ad tertium: per quanto MI riguarda TUTTA la questione sulla giustizia è assolutamente FASULLA! NON sono d'accordo su quasi nessuna delle grandi chiacchiere che se ne fanno in giro (a Pamplona in specifico) partendo da non si sa quale SUUM di chiunque!
Accolgo SOLO F. D'Agostino: giustizia come reciprocità e simmetria relazionale. E qui il cerchio si chiude: il diritto -che non esiste in natura ma solo in societate- offre proprio questa base relazionale (e fiduciale) minima col 'terzo' (EGLI/LUI) favorendone la promozione almeno funzionale a TU... fino a quando sia l'amore (nel senso vero del termine) a farne un TU reale nella relazione vera IO-TU.

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