quanto c'entra la giustizia col Diritto?
la domanda non è banale!
martedì sera un'ospite (docente presso università statale italiana) mi ha proposto alcune considerazioni in tema di Diritto Amministrativo Canonico...toccando [incautamente il tema ']
l'ho quasi fulminata con una battuta: «mi ha forse sentito parlare nella mia relazione di "giustizia nella mia relazione?» No -ha risposto-
«io, però, ho parlato di Diritto?» sì
ALTRO TEMA: Diritto Legge e Giustizia
Vorrei accettare la sfida di parlare di Diritto senza evocare mai né legge né giustizia.
E' necessario per non continuare a parlarci addosso (come canonisti e non solo), utilizzando parole ma non concetti e quindi rimanendo isolati dalla riflessione comune sul Diritto che riguarda non solo l'ordinamento ecclesiale come tale.
In fondo, se sono potute accadere certe cose (nazismo) è perché il linguaggio da noi usato non era sufficiente ed ha permesso che si sviluppassero positivismo e contrattualismo da cui Kelsen ed –in ultima analisi– Htler hanno tratto le loro conseguenze.
il vero problema non è quello individuato da Barth e soci di una "Teologia del diritto" ma di una TEORIA DEL DIRITTO e di una giusta ontologia del Diritto che sappiano reggersi e si possano applicare con efficacia, pur senza dover passare tra le strettoie di una volontà legislativa o un semplice rimando (totale ma inefficace) alla giustizia... che –va ricordato– non è una 'res' ma solo una modalità relazionale o meglio ancora un comportamento (in quanto 'virtù')..
...eccoci qua, signori, a voi la parola sul tema
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